La corte degli elfi alti delle Terre di Ares si trova ad Andor, nella foresta di Dor-Galadrym e posta sotto la guida dell'aran Anardil. Essa è divisa in tre sezioni fondamentali: l'esercito, i diplomatici e la casta sacerdotale. Ognuna di queste sezioni ha un supervisore in carica, designato allo scopo di fare da tramite fra la sezione assegnata e l'aran. Questi supervisori vengono nomati: Braccio di Anardil (esercito), Voce di Anardil (diplomatici) e Fede di Anardil (sacerdoti) ed insieme regnanti formano il concilio di Andor. Essi hanno il dovere di fungere da consiglieri per l'aran ed ognuno parlerà ad esso in vece della sua sezione.
I cittadini di Andor (Elendil ed Elendur), a differenza di quelli che entrano in uno dei ranghi di corte, possono vivere tranquillamente la loro elfica e alta vita accudendo i propi piccoli e lavorando per la corte. Alcuni di loro decidono saltuariamente di far parte di clan o corporazioni di allineamento positivo di natura esterna alla corte stessa, in questo caso gli elfi sono tolleranti poichè il fine guarda comunque verso la giustizia e le nobili arti.
Può anche capitare che in circostanze rare possano accadere cose per un elfo inimmaginabili... come ad esempio innamorarsi di un umano... è solo una delle tante spiegazioni che inducono la tolleranza alto elfica a vedersi quasi esaurire. Elenmista (Stella bigia) viene definito un elfo di questo tipo. In buona sostanza l'elfo viene tollerato ad Andor (finchè non porterà altri visitatori non graditi) ma la considerazione che la corte avrà di lui sarà la stessa che la corte avrebbe per un umano dal peggior carattere. Questo avviene poichè le creature non elfiche vengono scarsamente considerate, un elfo alto si sente superiore a qualsiasi razza per dovere più che per vocazione, poichè la sua storia insegna che gli elfi sono le creature favorite della Dea.
Vengono in fine i Morion (gli oscuri), i rinnegati. Questi rari elfi dalla retta via perduta che per vari motivi abbracciano il male disonorando la razza stessa e la loro Dea. Morion è la parola con la quale gli elfi alti definiscono la razza dei demoni, nel caso dei rinnegati si applica lo stesso appellativo ma calcando di più sul senso dispregiativo che sulla riconduzione dell'elfo ad un vero demone. I rinnegati sono traditori della Dea e come tali non godono dei suoi favori. Ecco perchè i morion, quando muoiono, vengono rigettati dal regno degli immortali e nel momento in cui dovessero ritornare nel mondo dei vivi, lo fanno sotto umane spoglie senza ricordi della vita passata.
Un elfo dedito alla vita di corte deve necessariamente imparare e fare esperienza all'interno di essa. Ogni rango è raggiungibile tramite l'acquisizione di determinati requisiti che faranno parte del bagaglio culturale dell'elfo stesso, a testimoniare il suo impegno e l'esperienza acquisita. Una volta ottenuti i requisiti richiesti, l'elfo potrà essere messo a giudizio del suo supervisore o dell'aran stesso. Se il risultato sarà soddisfacente, l'elfo passerà al rango superiore.